Gli uomini sono addetti alla tintura, procedimento piuttosto faticoso. I toni sono profondi e tenui, ma sempre caldi e delicati. I nomadi utilizzano tinte vegetali ed animali: i procedimenti chimici possono alterare la qualità dei colori e la durata della lana. E’ poco probabile che si riesca a creare un tappeto uguale ad un altro, pur se dello stesso tipo. Soltanto nel periodo safawide sembra accertato che taluni esemplari nascessero a coppia. Le tecniche di colorazione non sono tutte note; il colore può avere diversa tonalità in relazione ai diversi tipi di lana, all’acqua che si adopera, alle miscele, ai tempi d’immersione; secondo il colorante impiegato, il tempo di immersione delle lane può variare da poche ore a parecchi giorni. Il materiale viene in primo luogo lavato e sgrassato in acqua bollente e qualche detergente; nella tintura si usa inserire attualmente un mordente. I colori naturali sono di origine vegetale, animale, minerale e le tecniche spesso sono il frutto di una tradizione che viene trasmessa da padre in figlio.II rosso proviene dall’ebollizione della cocciniglia, un insetto la cui femmina contiene un pigmento carminio; un altro tono, tendente al viola, si ricava dalla robbia (rubia tinctorum) che è una pianta della famiglia delle rubiacee.
Il blu, in toni diversi, si ricava specialmente dall’indaco, nonchè da varie specie di funghi e da alcune essenze legnose macinate.Il giallo è un colore che viene dallo zafferano che, se è selvatico, tende al rossastro, oppure dalla radice di curcuma (curcuma rotunda) e da un arbusto detto anatto (bixa orellana), nonchè dalle foglie della vite e del melograno.Il nero è un colore, poco usato perchè, a parte certe sostanze tanniche (come quelle contenute nella corteccia di quercia) di non facile estrazione, esso si ottiene con l’ossido di ferro al quale si è fatto ricorso sempre poco, perchè con il tempo questo prodotto minerale inaridisce la fibra e la rovina. Tra i prodotti minerali va ricordata anche l’ocra, già nota fin dal Paleolitico per tatuaggi e sepolture. E’ una varietà terrosa dell’ematite (ocra rossa) o della limonite (ocra gialla). Alcune tinte, come il bianco, il grigio e il marrone, sono quelle naturali delle lane.
Le tinture all’anilina
Nella seconda metà dell’Ottocento, provenienti dall’Europa, giunsero in Oriente i primi coloranti ad anilina. I colori ad anilina ebbero effetti negativi sul tappeto, e nel 1903 ne vennero proibiti, in Persia, l’importazione e l’uso; ciò nonostante, dopo la prima guerra mondiale, questa sostanza divenne ugualmente di largo consumo in quei paesi.Con il progresso delle tecniche, anche tra i coloranti sintetici si sono ottenuti prodotti di qualità, ma le antiche caratteristiche restano tipiche dei coloranti naturali. Dopo la tintura, il materiale viene asciugato al sole.
II colore come simbolo
Per larghe zone dell’Oriente il bianco è simbolo di dolore: il suo inserimento poteva quindi avere un significato che andava al di là del valore compositivo. Il verde, nel mondo islamico, ha un senso di sacralità: verde era il colore del mantello del profeta; il suo uso non ponderato rappresenterebbe sfida e profanazione. In Mongolia il rosso indica la ricchezza e la gioia. In Cina, il giallo era il colore dell’imperatore; l’arancione rappresenta la devozione e la pietà.
Come tingere la lana in modo naturale
In natura possiamo ricavare molte tinture naturali e, alcune di queste, risultano utili per tingere la lana. Con le more di rovo, per esempio, puoi colorare la lana e ottenere diverse colorazioni.In particolare, con le more puoi tingere la lana in modo naturale e ottenere una tinta che va dal lilla chiaro al viola scuro. Il rosa si ottiene con l’aggiunta di semplice succo di limone, mentre se vuoi osare e aggiungere dell’ammoniaca al tuo bagno di colore, il risultato sarà un verde bottiglia.Le tonalità ottenute con le more di rovo sono molto belle, delicate e durature. Ora ti spiegherò, in dettaglio come preparare una tintura fai da te per tingere la lana.Cosa occorre?
- More di rovo congelate poste in un barattolo di vetro
- Lana da tingere
- Succo di limone (per la colorazione rosa)
- Pentola
- Cucchiaio
- Altri utensili
La congelazione delle more di rovo è necessaria per una questione fisico-chimica: con la congelazione si fratturano le pareti delle cellule vegetali e, con il passaggio da freddo al caldo, il rilascio dei pigmenti colorati è facilitato.
- Metti a bagno, in una pentola con molta acqua calda, il barattolo contenente le more di rovo.
- Con una forchetta, appena le more si saranno scongelate, schiacciale così da favorire ulteriormente il rilascio del colore.
- Aggiungi un paio di cucchiai di succo di limone. Il succo di limone farà virare il tuo colorante naturale per la lana da viola scuro a rosa brillante.
- La tua tintura naturale è pronta e può essere impiegata per tingere la lana.
Il barattolo dovrà essere posto nell’acqua calda per 30 minuti, attenta a tenere il fuoco basso: l’acqua non deve mai raggiungere l’ebollizione. Il bagno di colore (dovrai mettere la lana a bagno nella tintura naturale ottenuta) dovrà durare per almeno una notte, fin quando i filati di lana non avranno assorbito la quantità di colore desiderato.Per una tinta più duratura ti consigliamo di eseguire la mordenzatura, come procedere?
- Prima di immergere la lana nella tua tintura vegetale fatta in casa, immergile in acqua ghiacciata dove avrai disciolto dell’allume di potassio in polvere (la quantità varia dal peso della matassina, in genere l’allumme deve essere pari al 20% del peso della matassa di lana da tingere.
- Nell’acqua fredda dovrai disciogliere anche del cremor tartaro in polvere, pari al 6,2% del peso della matassa di lana da tingere.
Per favorire la miscelazione, puoi sciogliere i due sali prima in un bicchiere di acqua calda e, quando la soluzione sarà completamente liquida, trasferirli in un catino con acqua molto fredda dove immergerai la matassa di lana prima di trasferirla nel contenitore dove è posta la tua tintura vegetale fatta in casa. Quanta acqua usare? Il minimo indispensabile per coprire completamente la matassa di lana.Prima di qualsiasi tintura tessile, il materiale (nel tuo caso la lana) va lavato accuratamente al fine di eliminare eventuali impurità e residui della stessa lavorazione. Per continuare la procedura seguendo una filiera naturale, ti consigliamo di eseguire un lavaggio preliminare con sapone di Aleppo o con un detersivo naturale.
