Il tappeto rosso

 

(in alcuni contesti è in uso la forma inglese red carpet, dallo stesso significato) è una striscia di tappeto di colore rosso che viene distesa per terra per indicare il percorso a capi di stato in occasioni formali o in caso di cerimonie; negli ultimi decenni l’uso del tappeto rosso si è esteso anche alle celebrità in occasioni formali. Sul tappeto rosso “sfilano” i VIP (dignitari, celebrità dello spettacolo, ecc.) mentre accedono all’edificio dove ha luogo l’evento mondano. Spesso il tappeto rosso è transennato e sorvegliato da uomini della sicurezza per evitare che la gente presente, non invitata all’evento mondano, lo invada. Il passaggio sul tappeto rosso non rappresenta infatti semplicemente il momento in cui i VIP accedono all’edificio dove si svolge l’evento mondano, ma un vero e proprio evento nell’evento, preparato con cura dagli organizzatori, in cui la gente comune può vedere da vicino il proprio beniamino, chiedere un autografo, scattare una foto. I VIP si fermano infatti sul tappeto rosso per salutare i propri fan, essere intervistati dai giornalisti, fotografati dai fotografi professionisti, e spesso tutto è curato e studiato meticolosamente dagli organizzatori dell’evento in modo da rientrare nei tempi prefissati e l’evento mondano che segue non subisca ritardi.Il tappeto rosso più famoso è certamente quello della notte degli Oscar

in occasione del quale a lato del tappeto vengono preparate delle gradinate a cui pochi fortunati possono accedere dopo aver prenotato un posto con largo anticipo, cosa che viene fatta solo in occasione degli eventi mondani di maggiore attrattiva. Il passaggio delle star del cinema sul tappeto rosso nella notte degli Oscar suscita così interesse che esso stesso diventa un programma televisivo a sé stante trasmesso in diretta da varie televisioni del mondo poco prima della diretta televisiva della cerimonia di premiazione.

il tappeto rosso di oscar non è rosso,…..

A raccontarlo è il Los Angeles Times con un articolo dedicato all’azienda texana che dal 2008 si occupa degli oltre 4 mila metri quadrati di nylon che ogni anno vengono calpestati e fotografatiNon si può restare impassibili davanti al fascino del Red Carpet. O, se preferite, del tappeto rosso. Quando si parla di Hollywood, e di Oscar, è naturale volgere il pensiero a quella passerella che accoglie, passo dopo passo, le più importanti celebrità del mondo del cinema. Ma quel tappeto rosso, in realtà, non è affatto rosso. E ha una storia degna del miglior James Bond. A raccontarlo è il Los Angeles Times con un articolo dedicata all’azienda texana, la Signature Systems Group, che dal 2008 si occupa degli oltre 4mila metri quadrati di nylon che, ogni anno, vengono calpestati e fotografati. Un’azienda in continua espansione che si occupa anche di altri grandi eventi come il SuperBowl, i Golden Globe e i Grammy Awards.

ma allora qualè il colore?

È impossibile dirlo. È un colore unico com’è unica la serata degli Oscar. È simile al borgogna, certo, ma le sue caratteristiche specifiche restano sconosciute e nascoste al pubblico. Il motivo è semplice: dal 1961, data della sua prima comparsa, l’Academy vuole preservarne l’esclusività. E fa di tutto affinché non venga copiato o utilizzato in altri contesti. Il segreto, inoltre, contribuisce ad alimentarne la leggenda. Il Red Carpet oggi è parte integrante dello spettacolo, come le statuine, gli attori e i registi. C’è persino chi si collega fin dalle prime ore dell’evento solo per vedere cosa hanno scelto di indossare gli ospiti e discutere di vestiti e accessori.

Alla fine della serata, infatti, quando le luci si spengono e il sipario si chiude, anche il tappeto ha definitivamente terminato il suo compito. Il suo destino è quello di venire distrutto per lasciare spazio, anno dopo anno, a un’altra passerella carica di speranze e segreti. Unico e riconoscibile ma mai uguale. Come la serata degli Oscar.

 

Tutto sul tappeto rosso di Cannes:Un pezzo di moquette rosso vivo davanti al Palais du Festival di Cannes è lo spazio e il set esclusivo che nutre per dieci giorni i media di tutto il mondo. Ma non sta diventando la negazione dell’idea del Festival?Un tratto di moquette rosso vivo, il tapis rouge del Festival del cinema di Cannes, misura 60 metri in tutto che vanno a coprire i 24 gradini, detti “la montée”. Uno spazio piuttosto stretto, ma è il set più mediatizzato del mondo e uno dei momenti più attesi nella carriera di chi fa cinema. È in questo spazio che – simbolicamente – avviene la consacrazione definitiva o la conferma della propria arte. Il regista Claude Lelouche disse: “Cannes, è innanzitutto una scalinata: facile salire, difficile da scendere”.Di sicuro, è il palcoscenico e la misura delle proiezioni e dei desideri della classe media, zenit del marketing, nutrimento, insieme al cinema, per chi spera in vite diverse. È qui che la mente e il cuore degli spettatori vengono portati nell’aura del glamour e dello star system. Delimitato da transenne e da un pubblico in cerca della prossimità con le star negata dallo schermo, ha la consistenza di uno zerbino, ma la sua vera materia è la stessa di cui sono fatti i sogni.

cannes festival

OrigineIl giornalista Yves Mourousi, incaricato nel 1984 di organizzare gli ingressi al palazzo del Festival, decise l’istallazione del tappeto rosso. L’allora direttore Gilles Jacob gli chiese di creare una distanza tra i vip e il resto del mondo: il mito del resto si costruisce stabilendo della distanze.Misure:Per 60 metri sono impiegati 7mila metri quadrati di tessuto,che viene cambiato tre volte al giorno nel corso del festival, per 10 giorni consecutivi. Tutti gli anni salgono le scale e solcano quel tappeto circa 80mila persone.La scelta del colore:Rosso come sono rosse le poltrone dei teatri. I luoghi dove si sono proiettati inizialmente i film. Colore forte, visibile, collegato al lusso e allo spettacolo.Il set e il pubblico.È a tutti gli effetti lo spazio di un set con un suo pubblico di fan.

Durante il momento della montée, ai lati del breve corridoio che precede i famosi gradini, si affollano muri di fotografi rigorosamente in smoking, dietro le transenne. Così lo spettacolo inizia. È il momento di massima visibilità e spendibilità mediatica. E sta anche alle star improvvisare per catturare maggiore attenzione.Quentin Tarantino si abbandonò a un ballo con Uma Thurman, una bretella dell’abito di Sophie Marceau cadde mostrando un seno (fu un caso o fu voluto? Ma quanto se n’è parlato!). Di sicuro nel 2008 l’attrice porno, Yasmine, che non portava slip, sollevò l’abito davanti a tutto.

 

tappeto volante

La storia del l tappeto volante

I tappeti volanti sono menzionati in numerose leggende. Sono un immaginario mezzo di trasporto. I tappeti volanti sono i voli delle fiabe, sono i sogni segreti di ogni bambino, sono i sogni che non si avvereranno mai. Pensate che i tappeti volanti sono presenti nella letteratura dai tempi quasi biblici fino ai giorni nostri.Ed è grazie alla popolarità della Mille e una Notte se i tappeti magici sono arrivati all’attenzione del pubblico occidentale.la popolarità dei tappeti volanti la si deve a “Le Mille e una Notte”, la celebre raccolta di novelle orientali, di origine persiana ,egiziana, mesopotanica, indiana costituita a partire dal X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori. Il numero 1001 non va preso alla lettera. Al contrario, “mille” in arabo significa “innumerevoli” e quindi 1001 significa un numero infinito. Successivi compilatori e traduttori presero questo numero alla lettera e, dividendo e aggiungendo fiabe, arrivarono a una raccolta che ne conteneva appunto mille e una.È incentrata sul sultano Shahriyar che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno Shahrazade, figlia maggiore del gran visir (primo ministro), decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l’ira dell’uomo contro il genere femminile. Così, la bella e intelligente ragazza, per far cessare l’eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l’aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per “mille e una notte” e alla fine il re,

innamoratosi, le rende salva la vita. Nelle novelle Le Mille e una Notte, la presenza dei tappeti volanti e assai rara. Si conosce la novella dal titolo “Storia del Principe Ahmed e della Fata Pari-Banù”, con il tappeto di Tangu, chiamato anche il tappeto del principe Hussain. Questa novella inizia la notte CCCXCIII e così per ben 23 lune e solo la notte CDXV, Sharazade ne racconta il lieto .I Tappeti Volanti e i Film :La comparsa di Aladino con la sua meravigliosa lampada non è riconducibile alla prima edizione, ma è di epoca relativamente recente. Il racconto, da qualcuno classificato come leggenda, appare per la prima volta nella compilazione de Le Mille e una Notte con la traduzione di Antoine Galland, dall’arabo al francese, effettuata nel 1710. Ma il fantastico tappeto volante che accompagna i meravigliosi voli di Aladino e la sua meravigliosa lampada, fa il suo ingresso soltanto nel XX secolo.Nel 1939 la Paramount produce il film animato “La meravigliosa lampada di Aladino” con i personaggi della serie di Braccio di Ferro. In questa produzione però Aladino è ancora sprovvisto dello straordinario, fantastico tappeto volante. E’ nel 1982 con la casa di produzione Toei Company, che il tappeto magico entra nelle sale cinematografiche con il film d’animazione “Aladino e la lampada meravigliosa”. Nel 1992 la Walt Disney, produce il film intitolato Aladdin. Qui il magico tappeto porta in volo Aladino e l’amata Jasmine.Pensate che la voce del Genio nella versione originale è del grandissimo attore Robin Williams, mentre nella versione doppiata in italiano è affidata a Gigi Proietti.Questo fortunatissimo film d’animazione, regala ai compositori Alan Menken e Tim Rice due premi Oscar: il primo come miglior canzone A whole new world di Rice e Menken; il secondo come migliore colonna sonora di Alan Menken. Nel 2019, la Disney, dopo 27 anni dalla prima edizione di Aladdin, esce con il remake del film, interamente recitato da attori.Viktor Vasnetsov – Il pittore dei Tappeti Volanti.Nasce nel 1848 nel lontano villaggio diLop’jal, nel governatorato di Vjatka (oggi è la città di Kirov) in Russia. Muore nel 1926 a Mosca

 

I tappeti volanti, cavalieri, principesse e creature magiche, sono i protagonisti dei quadri di Vasnetsov, celebre pittore del XX secolo, considerato una figura chiave del movimento neo russo. I quadri conosciuti del celebre pittore aventi come soggetto il tappeto volante, sono i primi due:il primo dipinto, olio su tela del 1880, raffigura il principe Ivàn sul tappeto incantato che tiene la gabbia contenente l’Uccello di Fuoco da lui catturato. Qui il Tappeto Volante è simile all’uccello gigantesco, spiegato le ali sopra le distese sconfinate della Russia.La tela fu realizzata su richiesta dell’amico collezionista d’arte, Savva Mamontov, che desiderava un quadro da appendere alle pareti del proprio ufficio nelle ferrovie (Mamontov, oltre a essere imprenditore e mecenate, fu anche il maggior azionista della Ferrovia Transiberiana); ma il consiglio di amministrazione decise che il soggetto non era adatto a decorare un reparto così serio. Il quadro è esposto al Museo delle Belle Arti di Nìzhnij Nòvgorod.il secondo dipinto, olio su tela di Viktor Vasnetsòv, è un lavoro degli anni 1919-1926 e raffigura il principe Ivan e la principessa sul Tappeto Volante. Sotto di loro la pianura russa e il fiume circondato dal bosco.Il quadro si trova nella Casa-Museo di Viktor Vasnetsov a Mosca; il terzo dipinto, olio su tela, sempre di Vasnetsov degli anni 1917-1926, raffigura la famosa, orribile strega delle leggende russe, Baba Yaga, che vola sul suo mortaio portando con se una bimba rapita per divorarla. Il quadro si trova nella Casa-Museo di Viktor Vasnetsov a Mosca; Il quarto dipinto è l’autoritratto del pittore eseguito nel 1873, all’età di 25 anni.Viktor Vasnetsov, si immerse così profondamente in questo magico mondo di racconti russi che creò persino una vera e propria “capanna sulle zampe di pollo”, che, secondo il racconto, sarebbe la casa della vecchia strega Baba Yag

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